Con l’arrivo del periodo autunnale l'uva torna ad essere protagonista delle feste paesane, e non poteva essere altrimenti: l'Italia ha una biodiversità viticola unica al mondo essendo la nazione con il maggior numero di varietà coltivate (oltre seicento da vino ed una settantina da tavola).
Tornerebbe bene anche il proverbio "Il vino per il sapore, il pane per l’odore" visto che si ripresenta puntuale anche la schiacciata con l'uva, affiancatasi ormai da protagonista nelle sagre dedicate alla vendemmia. Si tratta di una preparazione rustica dalle origini antiche, fatta con farina, lievito, olio extravergine d’oliva, zucchero e uva nera di varietà canaiola; una ricetta che qualcuno fa risalire addirittura agli etruschi.
Le sagre toscane dedicate all'uva e alla schiacciata
Alla schiacciata con l'uva, anche se con nomi talvolta leggermente differenti, sono dedicate diverse sagre in Toscana. Tra le più note ci sono la Sagra del panello con l'uva di Cavriglia (Arezzo), la Festa della schiacciata con l’uva di Seano (Prato) con il suo pan con l'uva, la Festa dell’uva e della schiacciata con l’uva in programma al Mercato Centrale di Firenze, o la Festa dell'uva di Impruneta (Firenze) che oltre alla sfilata di carri allegorici fra gli eventi collaterali ospita anche la sfida per la migliore schiacciata con l'uva organizzata già da qualche anno da Food Challenge.
Dalla schiacciata con l'uva all'uva schiacciata, anche (e soprattutto) in questo ambito non mancano gli appuntamenti popolari. Se la pigiatura dell'uva è ancora uno dei momenti più tradizionali del mondo contadino celebrato sull'Isola d'Elba alla Sagra dell’uva di Capoliveri (Livorno), la vendemmia è anche al centro della Festa dell'uva e del vino di Terricciola (Pisa), della Festa dell'uva a Ghezzano di San Giuliano Terme (Pisa), o della Festa dell'uva, del vino e dell'olio a Ciggiano di Civitella in Val di Chiana (Arezzo) che già strizza l'occhio alla stagione successiva, quella dell'olio novo.
Le grandi feste dell’uva fuori dalla Toscana
Al di fuori della Toscana bisogna puntare i riflettori sulla Festa dell'uva a Marino (Roma) nella zona dei Castelli Romani, una delle più antiche d'Italia, che ha festeggiato nel 2024 il primo secolo, famosa per il vino che sgorga... dalle fontane, a rievocazione delle feste della casata dei Colonna. Ma ovviamente anche nel resto delle regioni gli appuntamenti in calendario si sprecano: dalla Féta di resén di Chambave (Aosta) con il suo concorso per le migliori uve di moscato bianco, alla Festa dell'uva di Rutigliano (Bari) con il Palio dell'uva nel quale si affrontano rappresentanze dei rioni cittadini, e la premiazione del grappolo d'uva più grande e bello; dalla Festa dell'uva a Cormòns (Gorizia) in Friuli Venezia Giulia nel cuore del Collio, a quella di Castelli Calepio (Bergamo) nel territorio del Valcalepio Doc. E ancora Festa dell'uva ad Arco (Trento), a San Giovanni Ilarione (Verona), a Grottaglie (Taranto), ad Oliena (Nuoro) nel cuore della Barbagia e del celebre vino Nepente, tanto per citarne solo alcune.
Uva e salute: un frutto ricco di benefici
Va ricordato in chiusura che, schiacciata o meno, l’uva è non solo deliziosa e versatile ma anche un frutto dalle proprietà riconosciute. Già in epoca romana era considerata curativa e alla base della cosiddetta ampeloterapia, una dieta depurativa e ricostituente a base di sola uva praticata tradizionalmente dopo la vendemmia, mentre è risaputo che nei vinaccioli (semi) si concentrano sostanze benefiche come vitamina E, flavonoidi, tannini, polifenoli e acidi grassi Omega-6 (quindi la schiacciata con l'uva senza semi anche no).
Un legame profondo insomma quello con l'uva che conferma il ruolo centrale della vite nella cultura gastronomica italiana tra gusto, salute e tradizione, in un intreccio ancora oggi vivo nelle tavole e nelle sagre d’autunno.
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