“San Giuseppe non si fa senza frittelle” dicono a Prato, testimonianza della radicata tradizione locale di questo dolce fortemente legato al mondo contadino. Il periodo che precede il 19 marzo, appunto la festa di San Giuseppe, coincide infatti in molte zone d’Italia con la consuetudine di consumare le frittelle. Una preparazione semplice, realizzata con riso cotto nel latte, zucchero, scorza d’arancia, talvolta uvetta, trasformato in un impasto morbido che viene fritto al momento.
La tradizione delle frittelle di San Giuseppe in Toscana
In Toscana le sagre dedicate alle frittelle rappresentano un patrimonio gastronomico ma anche culturale: la più antica tradizione documentata è quella di Montefioralle (Fi), dove la preparazione delle frittelle per San Giuseppe risale addirittura al Rinascimento, anche se la sagra moderna nasce alla fine degli anni sessanta nella piazza del piccolissimo borgo sopra Greve in Chianti, quando per la prima volta viene deciso di utilizzare una grande padella (due metri di diametro!) diventata simbolo dell’evento.
Un altro appuntamento storico è quello di San Donato in Collina (Fi), tra Bagno a Ripoli e Rignano sull’Arno, frazione autoproclamatasi il “Paese delle frittelle”. La presenza della sagra è documentata almeno dal 1978, anno in cui le frittelle vengono proposte dal circolo locale, e si svolge solitamente da gennaio a marzo. Qui le frittelle vengono preparate secondo la ricetta tradizionale oppure anche senza glutine.
Oltre a Montefioralle e San Donato in Collina, anche Rapolano Terme (Si) celebra le frittelle con la rassegna “Frittelle in festa”: semplici o farcite di crema, vengono preparate e servite sul momento, oppure confezionate per l’asporto.
Frittelle tra Umbria e Lazio: usi e curiosità popolari
Le frittelle di riso le troviamo in numerose iniziative locali dedicate alle celebrazioni di San Giuseppe, una tradizione diffusa anche in Umbria ed in Lazio, pur non trattandosi sempre di sagre vere e proprie. La loro associazione con San Giuseppe deriva sia dalla collocazione della festa in un periodo di riti di fine inverno, sia da una tradizione popolare secondo cui il santo, durante la fuga in Egitto, avrebbe venduto frittelle per mantenere la famiglia. La ricorrenza del 19 marzo, oggi celebrata come Festa del babbo, si riallaccia proprio a quell’immagine di San Giuseppe come il padre per eccellenza, e rende omaggio alla sua figura (anche) con le frittelle.
© Riproduzione riservata




